Sulla comunicazione polisensoriale
Pubblicato da Lucia Mazzetti alle 11:33 in Oggetti, Tendenze, concept store
Nei post passati, in riferimento alla progettazione di luoghi pubblici, avevo accennato alla comunicazione polisensoriale e come essa viene applicata a questi luoghi, proprio attraverso l' uso di un design ricercato, che conferisce a questi un valore aggiunto che li rende molto diversi da come si presentavano in passato.
Il concept store in particolare può essere considerato come l' evoluzione, in ambito retail, del negozio nella sua funzione classica, ovvero il posto in cui si scambia la merce: si vende e si compra.
Il concept store oggi è pensato per offrire al consumatore non solo la merce, ma anche qualcosa in più. E proprio quel qualcosa in più si identifica con un' esperienza di tipo emozionale, in cui a essere protagonista è proprio il consumatore stesso, individuo, persona.
L'esperienza emozionale all'interno di un concept store si concretizza dunque, proprio con una comunicazione polisensoriale atta a coinvolgere i cinque sensi umani del consumatore-individuo. Una comunicazione che fa parte delle strategie di marketing applicate ai punti vendita.
Ecco allora che lo scopo principale della comunicazione polisensoriale è proprio emozionare.
Ma cosa centra il design con la comunicazione polisensoriale?
In realtà è proprio il design, quello più moderno, che crea comunicazione coinvolgendo emozionalmente l'individivio, ovvero coinvolgendo i cinque sensi.
Udito, olfatto, vista, tatto e odorato sono colpiti con l' uso di materiali particolari, di giochi di luci o di colori, di linee originali che creano spazi pensati per accogliere, ma soprattutto coinvolgere personalmente l' individuo.
Naturalmente la comunicazione polisensoriale si trova anche negli oggetti di design di uso quotidiano, e non solo nella progettazione di grandi ambienti.
Un esempio di comunicazione polisensoriale applicata agli oggetti è la sedia 543 Broadway, disegnata da Gaetano Pesce e presente alla mostra Il rumore del tempo, presentata alla Triennale di Milano.
Attraverso l'uso di materiali particolari la sedia cambia colore al tatto: sedendosi, il calore prodotto dal corpo, fa cambiare il colore della sedia in diverse sfumature.
E proprio riguardo la partecipazione dei sensi nell' uso del design, Gaeano Pesce dice:
"Dopo secoli di visualità come senso principale, questo mostra oggi i suoi limiti. Abbiamo bisogno in modo urgente di percepire utilizzando tutti i nostri sensi.
Ecco perché l’architettura dovrebbe ‘raggiungerci’ attraverso l’odorato, il tatto (la sua elasticità dovrebbe poter essere simile a quella del corpo umano) e l’udito (dovremmo poter sentire mentre la percorriamo).
Al livello degli oggetti, formulo la stessa speranza. In più gli oggetti possono toccare il gusto, i sapori."







1. A., Mercoledì 18 Gennaio 2006 ore 18:34
Il concept store è la fronda più avanzata dei concetti di marketing esperenziale applicati al retail.
La sua applicazione più facile e immediata è nel settore del lusso, sia per i costi che la sua realizazione comporta sia per il "vissuto" del prodotto che tramite di essi è veicolato.
Da questo punto di vista lo store di Armani a Milano ne è un esempio perfetto. Completo anche di ristorante/sushi bar (il mitico Nobu).
2. massimo, Giovedì 30 Ottobre 2008 ore 12:24
odorato.. e da quando? il 5° gusto è il gusto..