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Intervista a Donald A. Norman

Lucia Mazzetti avatar Giovedì 2 Marzo 2006, 07:33 in News, Oggetti di Lucia Mazzetti

 Ho avuto il piacere di fare alcune domande al grande Donald A. Norman, che si è dimostrato molto disponibile.

Donald Norman è docente in scienza dell'informazione all' University of California, San Diego e è docente di scienza dell'informazione alla Northwestern University, il suo campo di ricerca attuale è lo studio dell'usabilità delle interfacce grafiche della loro ergonomia e più in generale del processo cognitivo.E' cofondatore con Jakob Nielsen del Nielsen Norman Group, società di consulenza focalizzata sui temi dell'usabilità.

Norman è un amante degli oggetti progettati per emozionare l'utente, pensati per colpire la mente ma anche il cuore dell'utente. Ha espresso i suoi pensieri nel libro Emotional Design.

Ho voluto fargli  tre domande  sul mondo degli oggetti e del design e  le risposte, come leggerete, inquadrano temi molto importanti, che Norman ci spiega con ironia e semplicità.

Naturalmente la breve intervista è in inglese,  per facilitare la lettura la riporto tradotta in italiano.

Nel suo libro "Emotional Design", afferma che gli oggetti in grado di creare un'emozione, funzionano meglio. Può spiegarci il motivo?

E' semplice.Quando un oggetto crea un'emozione positiva, ti senti  meglio con te stesso, e migliora il modo di interagire con gli altri  e con il mondo in generale.
In questo modo godi di quell' oggetto.  E se per caso l'oggetto dà qualche problema, non è importante.Tutto ok!
Al contrario se sei di cattivo umore, e l'oggetto che stai utilizzando è brutto e incapace di creare qualsiasi ispirazione, quando  dà  problemi...Grr!! Lo odi.
Se la tua Ferrari o la Ducati si ferma, fa lo stesso! E' ok!
Ma se la tua Yugo ti da lo stesso problema, poof...che razza di macchina.

Qual'è, secondo Lei , il rapporto tra arte e design?

L'arte e'' fatta per essere sperimentata. La grande arte è positiva, e altra negativa --ma in generale tutta la grande arte coinvolge l' osservatore.
Il design é fatto per essere usato. Di solito è pratico per le persone che lo usano,per lavorarci, per capire come funziona, soprattutto quando insorgono difficoltà. Il vera test per il design è quando l'oggetto non funziona.
Molti designers confondono il design con l'arte.Non è colpa loro ,ma è quello che le scuole di design gli insegnano.
I designers desiderano vincere i premi per l' aspetto estetico dell'oggetto.Naturalmente  esistono cattivi designers, e anche
cattivi premi.
L'arte non deve essere pratica. Invece il design deve esserlo.Questa è l'enorme  differenza, molto importante.Se solo le scuole di design lo capissero!

Ogni giorno siamo circondati da oggetti che usiamo per diversi motivi.
Che tipo di "rapporto" ha con gli oggetti in generale? C'è un oggetto al quale è legato in modo particolare e perchè? oltre naturalmente alle tre teiere che descive in "Emotional design".

Effetivamente abbiamo tanti differenti rapporti con i nostri oggetti quotidianamente.
Io sono un bigamo, quando si tratta dei miei oggetti ( o in qualsiasi modo si dice quando hai relazioni contemporaneamente con molti).
Amo la mia automobile, sia esteticamente sia per come corre sulla strada: una Porsche (1996 911).Amo la mia penna, una Namiki.
Ugualmente  amo il mio spremi agrumi  "Juicy Salif" di Philippe Starck--arte che assomiglia al design.
E' stupefacente il fatto che può realmente fare la spremuta, ma io lo tratto come un'opera d'arte:lo tengo nel mio salotto.
Si dice che Starck abbia detto che lo spremi agrumi è fatto per la conversazione e non per la spremuta.

4
4 commenti
4
02 Mar 2006
alle 16:40

cat

verissimo. mi hai ispirato un post futuro. complimenti per tutto il tuo lavoro e a risentirci

3
02 Mar 2006
alle 14:10

Lucia

Sono d'accordo con te. Molta arte contemporanea è senza dubbio molto singolare, per esempio quando diventa provocatoria, al di là del fatto che piaccia o meno.
Credo che l'utilizzo di oggetti d'uso quotidiano da parte di artisti contemporanei per le loro installazioni, sia il riflesso e il tentativo di comunicare questa enorme presenza di oggetti, propria di una società del consumo di massa.

2
02 Mar 2006
alle 13:16

cat

interessante questa intervista, soprattutto quanto detto a proposito di design e arte. E' cmq singolare che gli oggetti di uso comune vengano invece usati dagli artisti contemporanei nelle loro installazioni, non sei d'accordo?

1
02 Mar 2006
alle 11:17

alberto

Ciao, ho trovato questo blog per caso e penso sia molto interessante e di spessore.
Se ti va visita questi 2 miei progetti (credo ti incuriosiranno):
www.secretcard.blogspot.com
www.erbadelvicino.com

Buona giornata, Alby

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