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Gli oggetti disegnati e progettati da Romolo Stanco per NONESISTE che saranno presentati nella esposizione "Riflessioni su mia Nonna" all'Hotel Nhow! durante il FuoriSalone 2008, rappresentano un tentativo di interpretare "un altro modo", di intraprendere un percorso che si prenda gioco della storia come continuum temporale, rielaborando riferimenti nel passato così come nel futuro.
Quello che il giovane designer e architetto cerca di esprimere attraverso gli oggetti disegnati per Collezione 2008, si configura come una sorta di esperimento genetico, di folding cronologico alla ricerca di concetti chiave espressi dalle forme, nel tempo, attraverso una percezione sempre nuova, diversa, svincolata dal tunnel interpretativo della assolutezza contemporanea.
L’intenzione non è quella della citazione di forme per se stesse - archetipi freddi e indistinti di un tempo passato - ma una della caratterizzazione di segni formali in base al loro significato assoluto, liberato da ogni simbologia, riferimento culturale o temporale.
Una sperimentazione che supera l’osservazione e sfocia in una “riflessione” intesa come proiezione di se stessi, della propria esperienza e realtà, in una oggettività assolutamente nuova e inaspettata.
Protagonista di “Collezione 2008” sarà "La Nonna" un esperimento di fusione di elementi tanto distanti nel tempo quanto contraddittori nel significato:
"La Nonna" viene da un mondo riflesso, da un universo lontano.
Se sia una creatura aliena, una invenzione della mente, un personaggio della fantasia o davvero “mia nonna” poco importa.
"La Nonna" è un paradosso, è una opzione, una possibilità, una strada diversa da quella che è stata, è la certezza del passato e l’ipotesi per “un” futuro.
"La Nonna" siamo noi stessi, le nostre contraddizioni, le nostre immagini, i nostri sogni, i nostri mondi.
"La Nonna" è un modo, ma non l’unico modo possibile.
D’altra parte, chi ha mai detto che di Nonna ce n’è una sola?
"La Nonna" vuole essere un oggetto che mette in discussione la linearità evolutiva tramite un “ crossover ”, una interazione di campo tra passato e futuro.
Cosa sarebbe oggi la nostra sensibilità artistica se al barocco non fosse seguita l'esperienza illuminista? Cosa sarebbe oggi il nostro "abitare" se gli equilibri storici, culturali e tecnologici avessero seguito strade differenti?
"La Nonna" è un tentativo di sperimentazione della necessità espressiva "barocca" di manifestare sensazioni e mondi sconosciuti - anche tramite forme, linee, spazi -(l'infinito, l'eternità, l'imprevedibilità...) proiettata nella dinamica del contemporaneo.
1) "La Nonna" è un semplice tavolo in vetro.
Monolitico, nessuna struttura, nessun elemento accessorio, realizzato grazie a un sofisticato incollaggio con collanti UV sul 45° della costa: essenziale, freddo, contemporaneo, minimo.
"La Nonna" non poteva esistere 60, 70 anni fa: tecnicamente, concettualmente, esteticamente sarebbe stato un oggetto inconcepibile.
2) "La Nonna" è un complesso e intricato ricamo barocco.
Ispirato ai tessuti di pizzo settecenteschi, ai decori complessi e multiformi del barocco, alle tentazioni estreme del Rococò, alle evoluzioni organiche dell’art decò,"La Nonna" ingloba in se l’anima di “un” passato privato d’ogni componente simbolica.
"La Nonna" è un oggetto che coniuga logiche formali antitetiche senza subire la “crisi” del paradosso, della contraddizione.
Quello che rappresenta è un equilibrio possibile tra un passato e un futuro, una opzione di presente, una sintesi tra l’essenzialità del contemporaneo e la metaforica ricerca di “stupire” di andare oltre ciò che serve.
Il mondo di “mia nonna” (inteso come un insieme di passati) entra dentro a un possibile futuro “saltando” la linearità evolutiva del tempo e penetra “dentro” al mondo contemporaneo tramite una interazione concettuale, una lettura formale, un punto di vista, per esprimere direttamente la propria interpretazione di uno dei modi possibili per il nostro futuro.
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