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Con i colleghi di blogosfere Caterina e Silvio , ho avuto l'onore di essere invitato all'inaugurazione del rinnovato ristorante giapponese Sake Bar Kushi, di Via Morosini a Milano: serata sobria ed elegante, anche grazie al fatto che solo gli invitati han potuto accedere al locale. Questo quindi, ha limitato le presenze, dando così la possibilità di poter godere a pieno del locale, vista la presenza ridotta di ospiti.
L'ingresso del locale, lascia presagire quanto si nasconde al di là del corridoio d'entrata: un'esplosione di luminosità, data dalle grandi "scatole di luce", utilizzate per la serata da hostess atte a dare il benvenuto agli ospiti.
Pavimentazione scura e pareti bianche, ci ricordano l'origine del ristorante: infatti è il minimal, l'essenziale, che governa questo scorcio del locale. Lasciandoci trasportare verso l'alto, superando un piccolo dislivello siamo nella zona bar ove si sviluppa l'area aperitivo: ecco che qua, vengo investito da un incredibile sensazione. Le pareti anche qua bianche con tende bianche, sono intervallate da pilastri di grosse dimensioni , fatte risaltare da una tinta oro! Si è proprio oro: ma da dove deriva?
E la risposta mi arriva direttamente dalla progettista, Kaori: lei ha messo mano alle pareti, alle tende bianche, e ai colori che ha aggiunto qua e là, per, a suo dire, mettersi in riga con le nuove tendenze del momento occidentali (e io aggiungerei sopratutto nello scenario milanese) senza dimenticare quanto di buono c'era già di preesistente nel locale.
Ed ecco cosa mi ricorda: un po' come la star tanto amata da oramai tre generazioni, Madonna, conserva il suo fascino nell'oro come ha sempre amato fare e fa tuttora lei, che è la base del suo apparire, andandogli ad accostare le mode del momento, che così facendo, la fanno stare sempre al passo con le tendenze.
E mi sbilancerei in un Brava Kaori (non è la protagonista dello spot del Philadelfia)che conserva l'oro del passato che tanto splendore ha dato al locale, e gli accosta un ingresso totalmente minimal, molto "giappo" e una serie di elementi colorati rivestiti dalle sedie, che strizzano l'occhio ai designer degli ultimi anni.
Di gusto sopraffino è il box in cristallo per fumatori: oltre al fatto che permette di rimanere all'interno del locale anche agli amanti del tabacco, senza dover obbligare gli stessi ad abbandonarlo per assecondare il vizio, l'idea del cristallo è sopraffina; in quanto si contrappone con la vetrata posta sul lato opposto e quindi ne ricostruisce l'armonia compositiva, ma oltretutto pare non esserci! Ed è come se coloro che vengono allontanati per legge voluta, siano sempre e comunque all'interno del locale.
Molto più classico nelle scelte è invece il seminterrato, dove ha sede il ristorante: sedie in legno, e tavoli ad un solo appoggio, si potrebbero confondere con qualsivoglia ristorante di zona Brera; certo è , che qua il colore viene appeso alle pareti: con l'impiego di quadri a motivo fiorato. Il tocco orientale è comunque garantito anche in questo spazio, dove si vengono a creare dei separè, con delle tende di gusto anch'esso nipponico.
Ci andrò. Grazie!
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alle 00:12
Raffaele
Prego Dario. Poi ci farai sapere, se le nostre sensazioni collimano con le tue