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Nella mattina di martedì lo sgombero di Macao alla Torre Galfa di Milano. Leggi gli aggiornamenti su Concepts&Contents.
Ieri ho scambiato un paio di messaggi con un amico. "Ho visto su Instagram le tue foto a Macao, belle!". E lui: "Sì, è un bel posto. Se non lo sgomberano ci torno presto".
Sembrava lo sapesse già. Questa mattina apro Facebook e vedo continui appelli sulla pagina di Macao, il nuovo centro per le Arti e la Cultura nato il 5 maggio scorso alla Torre Galfa di Milano. Sono messaggi di aiuto, che chiedono di radunare più persone possibili davanti alla Torre. Stanno sgomberando. Sembrava troppo bello per essere vero: un posto così, proprio a Milano, e nessuno dice niente.
Molti sono rimasti all'interno dell'edificio per tutta la notte, ed ecco che all'alba le forze dell'ordine sono iniziate ad arrivare. Tutto nasce da un collettivo che vuole restituire alla città un luogo condiviso dedicato all'arte e alla cultura; un progetto sposato anche da Dario Fo e da altri artisti noti come Lella Costa, Daria Bignardi, Valerio Mastrandrea, Elio Germano, agli Afterhours e Francesca Comencini. Da Facebook a Twitter (#Macao è stato trendtopic fin dalle 7 di questa mattina), l'appello è partito da molti social e blog, ma la mobilitazione durata per ore non è servita, purtroppo, a molto. La domanda è stata 'e Pisapia, dov'è?', ma il Sindaco di Milano ha spiegato che, essendo uno stabile privato (è proprietà della Fonsai di Ligresti, che ha lasciato la Torre Galfa abbandonata e vuota dal 2006), la questione "non riguarda il Comune".
Ha però lasciato trasparire una vena polemica nella dichiarazione che riguarda i Ligresti: "Sicuramente una proprietà che lascia degradare un immobile così importante per la città non fa gli interessi propri, né quello della città". Ora alla Torre si stanno radunando centinaia di persone, Macao continua a rimanere lì e invita tutti a partecipare all'assemblea continua. Una iniziativa importante, che per una città come Milano sembrava quasi una rivoluzione, durata poco più di una settimana. "Gli artisti e i cittadini possono riunirsi per inventare un nuovo sistema di regole per una gestione condivisa e partecipata che, in totale autonomia, ridefinisca tempi e priorità del proprio lavoro e sperimenti nuovi linguaggi comuni", dice il comunicato della fondazione di Macao. Peccato, le migliaia di firme raccolte in un solo giorno non sono riuscite a contrastare lo sgombero. C'è stato un confronto che ha diviso la città e l'amministrazione comunale: da un lato c'era chi chiedeva l'allontanamento degli occupanti, dall'altra chi sosteneva l'iniziativa, espressione dei cittadini di creare nuovi spazi sociali. Per il monento, purtroppo, hanno vinto i primi. La cosa certa è che i ragazzi di Macao non si fermano qui. Giusto ieri, Pisapia li ha invitati a partecipare a uno dei bandi di Palazzo Marino per la concessione di spazi pubblici: "Mi piacerebbe partecipassero, e li invito, a un bando pubblico e che vinca il migliore".
LINK UTILI:
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alle 11:07
COMUNISTA ONESTO
OKKUPARE NON é LEGALE, NEMMENO SE SI TRATTA DI FINANZIERI CAPITALISTI.
LA TUA LIBERTà FINISCE DOVE COMINCIA QUELLA DI ALTRI.
SE é ROBA DI ALTRI, CHE SIA VUOTA O ABITATA NON STA A TE VALUTARNE LO STATO DI UTILIZZO, OGNUNO é LIBERO DI FARE CIò CHE VUOLE CON LA PROPRIA ROBA.
QUANDO AVRETE PAGATO DEGLI SPAZI E QUINDI LI AVRETE GUADAGNATI, FORSE POTREMO COMINCIARE A RAGIONARE SU QUANTO SIA VOSTRO DIRITTO, DIVERSAMENTE STATE LAVORANDO NELL'ILLEGALITà, QUINDI NON SIETE DIVERSI DA QUELLI CHE ANDATE A GIUDICARE..........
CIAO RAGAZZI, COMPRATEVI UN CAPANNONE O UN TENDONE DA CIRCO, UN BEL TERRENO, DEI PERMESSI, TUTTO QUANTO LE PERSONE NORMALI FAREBBERO......
DIVERSAMENTE SAREMMO TUTTI AUTORIZZATI A FAR CIO' CHE MGLIO CI AGGRADA, A SCAPITO ANCHE DI ALTRI. QUESTA NON é LIBERTà E NON é DEMOCRAZIA, MA SOLO UN'ALTRA FORMA DI VIOLENZA.... MEDITATE..... MEDITATE.......